Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘Recensioni’ Category

Quest’oggi ho deciso di estendere i miei slanci recensori all’editoria germanica, gioco pericoloso dal momento che non conosco quasi per niente l’idioma teutonico, ma non mi arrischierei se non ne valesse la pena.
Inutile dire che il libro che ha così tanto catturato il mio interesse è, naturalmente, un testo sugli Odonati.

recensLibellen

Il laconico titolo, “Libellen“, dice tutto e non dice niente. Si tratta di un libro sulle libellule, e fin lì ci siamo arrivati, foss’anche solo per il mezzo Anax spalmato sul lato della copertina. Copertina, bisogna dirlo, piuttosto originale ed elegante per quanto “minimale” (in senso positivo), che è stata il primo motore del mio interesse per il libro.
Può fornire qualche indizio in più il titolo completo della precedente e prima edizione (1998): “Libellen – Bestimmung, Verbreitung, Lebensräume und Gefährdung aller Arten Nord- und Mitteleuropas sowie Frankreichs unter bes“. Chiaro come il sole.
Scherzi a parte, la traduzione suona più o meno come “Libellule – identificazione, distribuzione, habitat e stato di minaccia di tutte le specie dell’Europa settentrionale e centrale e della Francia”. Una guida come ce ne sono tante, a prima vista.

Ma solo a prima vista. Basta infatti una rapida sfogliata per rendersi conto che questo libro è speciale. Forse non tanto per i testi, abbastanza scarni ed essenziali (per quanto adeguatamente informativi), ma più che altro per le illustrazioni: circa 700 illustrazioni in bianco-nero, a tratto o puntinate, semplici ma precisissime, meravigliose nella loro semplicità e precisione.
Il testo è strutturato come una chiave dicotomica commentata, dotata di una sintetica descrizione della specie, del suo periodo di volo e della relativa mappa di distribuzione ogni volta che si raggiunge un’identificazione. A lato si trovano, per l’appunto, le magnifiche illustrazioni di Ruth Ilke Nüß, che raffigurano tutti i particolari necessari, e spesso anche l’insetto intero. Non mancano tavole a tutta pagina che mostrano utili confronti di quelle parti del corpo critiche per l’identificazione tra specie strettamente affini (e.g. le appendici addominali di Aeshna e Somatochlora, il disegno dell’addome e del pronoto in Coenagrion…), mentre per alcune specie vengono addirittura presentati disegni in serie che descrivono molto bene la possibile gamma di variabilità di determinati particolari (e.g. il disegno sul secondo segmento addominale in alcuni Coenagrion, che spesso scatena dubbi amletici anche tra i più scafati libellulofili).

L’impianto concettuale di questo volume è ancora abbastanza legato alla tradizione delle chiavi di determinazione da laboratorio, presentando per la maggior parte disegni di “pezzi di animale” piuttosto che di animali interi. Ma ciò non è da considerarsi un fattore negativo, tutt’altro: dovrebbe anzi essere visto come un’utilissima integrazione, un approfondimento rispetto a quei manuali, pure belli ed utili, che mostrano solo o quasi solo l’insetto intero.
E niente sarebbe più sbagliato che pensare che un testo simile sia utile soltanto in laboratorio, al momento di affrontare una distesa di insetti morti, essiccati e spillati. Al giorno d’oggi, la maggior parte degli appassionati di libellule scattano ottime macrofotografie nelle quali anche i minimi particolari riescono ad essere rappresentati in un modo che nulla ha da invidiare all’osservazione dell’esemplare in mano sotto lente o sotto allo stereomicroscopio; può quindi risultare davvero utile una collezione di buoni riferimenti iconografici di quei dettagli morfoanatomici spesso fondamentali per distinguere specie molto simili tra loro, che a volte anche sulla “bibbia” di Dijkstra & Lewington sono rappresentati solo parzialmente o in dimensioni minuscole.

Da una prospettiva italica, il libro, pur mancando delle specie più legate ai climi caldi mediterranei che da noi si trovano soprattutto nella parte meridionale del Paese (riporta infatti solamente le specie più tipicamente diffuse nell’Europa centrale, buona parte delle quali presenti e diffuse anche in Italia), è comunque meritevole di attenzione.
Da notare, infine, che si tratta non di una mera ristampa, ma proprio di una nuova edizione convenientemente aggiornata rispetto a quella del 1998: diverse decine di pagine ed un numero considerevole di disegni si sono aggiunti al libro rispetto ad allora.

Trovo che questo volumetto sia un piccolo gioiello, imperdibile non solo per il naturalista e l’entomologo da campo appassionati di libellule, ma anche semplicemente per chi sia appassionato di disegno od illustrazione naturalistica. Anche senza conoscere il tedesco: il linguaggio dei disegni è universale.
Dulcis in fundo: ha il rapporto qualità-prezzo più conveniente che abbia mai visto.

 

Libellen
di Arne W. Lehmann & J. Hendrick Nüß
disegni di Ruth I. Nüß
Deutscher Jugendbund für Naturbeobachtung, 2015, 200 pp.

Alcune pagine in anteprima si possono visionare sul sito del Deutscher Jugendbund für Naturbeobachtung.

 

Annunci

Read Full Post »

Avevo già recensito l’intera collana sugli animali delle Alpi (qui), ma questo volume in particolare si occupa di un taxon a me molto caro – tant’è vero che lo aspettavo con impazienza – per cui ho pensato valesse la pena spendere qualche parola in più.

libealpi_cover

Conosciamo le libellule come insetti amanti del sole e del caldo, quasi emblematiche dell’estate. Che ci fanno allora così tante libellule – così tante da meritarsi addirittura una guida tutta e solo per loro – sulle Alpi, dove le giornate assolate sono più un’eccezione che una regola e dove anche d’estate di caldo non è che ce ne sia poi molto?

Sfogliando il libro scopriremo che diverse specie – che troviamo sulle alte montagne come le Alpi, così come nelle zone boreali – sono particolarmente adattate a vivere in condizioni rese proibitive da lunghi periodi di freddo…e molto altro.

libealpi_adattamenti

La parte introduttiva infatti fornisce una panoramica completa sulla biologia e l’ecologia delle libellule – con particolare attenzione, naturalmente, a quelle di montagna – e perfino un utilissimo capitolo dove alcuni tra i maggiori esperti di Odonati delle sei principali Nazioni attraversate dalla catena alpina rivelano i loro preziosi consigli su come e dove osservarle al meglio.

libealpi_reg

Le schede delle specie sono molto dettagliate e comprendono veramente tutto quello che potrebbe venire in mente di chiedere su una libellula, da un’iconografia il più possibile completa alle indicazioni su periodo di volo e quote preferite dalle specie, dalle informazioni sui biotopi in cui si sviluppano le larve – spesso corredati da utili fotografie degli stessi – e sulla distribuzione geografica fino all’elenco dei nomi comuni delle specie in tutte le lingue parlate sulle Alpi.

libealpi_schede

Si può dire che un libro è ben riuscito quando riesce a centrare bene tutti gli obiettivi che si era posto, e lo fa senza uscire dal seminato. Ci sono decine e decine di guide da campo, scritte magari con le migliori intenzioni, ma che da questo punto di vista sono dei buchi nell’acqua: per testi mediocri, iconografia mediocre, magari entrambe le cose; o per la superfluità di trattare un argomento già sviscerato centinaia di volte e meglio (un esempio per tutti: la pletora di guide da campo sugli uccelli pubblicate solo negli ultimi vent’anni, straripante di doppioni inutili e di testi brutti – non che lo siano tutti, ovviamente).
Fortunatamente non è il caso di questo libro, anzi, tutto il contrario: le foto sono di ottima qualità, dove occorre sono presenti anche disegni dei particolari necessari per l’identificazione, e i testi sono esaustivi senza essere prolissi. Ma ciò che lo rende veramente forte è la sua natura di non mera guida da campo – per quanto anche limitatamente a quell’aspetto sia un volume degno di nota – bensì di vero e proprio testo di approfondimento sulle libellule presenti nell’area alpina. Questo libro, prima ancora che insegnarci ad identificare le singole specie, ci incuriosisce, facendoci conoscere le difficoltà che l’ambiente alpino riserva alle libellule e i modi in cui esse le fronteggiano, mostrandoci i meravigliosi ambienti umidi d’alta quota dove esse vivono e si riproducono, inquadrando il tutto nella sempre necessaria e mai banale cornice della protezione della Natura.
E questo non è ‘uscire dal seminato’, perché il libro è Le Libellule delle Alpi, e non Guida all’identificazione delle Libellule delle Alpi: spero si colga questa sfumatura, che l’autore per primo ha saputo infondere così bene nella sua opera.
Credo che se dessimo questo libro in mano a un generico e curioso appassionato di natura che al momento non sa quasi niente di libellule, in breve tempo ce lo troveremmo ai margini di qualche torbiera alpina a cercare con entusiasmo Aeshne e Somatochlore. Ma, mi raccomando, ai margini: le torbiere non vanno calpestate!

libealpi_pectoralis

 

Le Libellule delle Alpi – come riconoscerle, dove e quando osservarle
di Matteo Elio Siesa
Blu Edizioni, Cuneo, 2017, 240 pagine

Le pagine in anteprima sono state gentilmente fornite dall’autore del volume.
Qui l’indice e qualche altra pagina del libro in anteprima.

 

Read Full Post »

I fiori sono indubbiamente tra i naturalia che più catturano l’interesse delle persone. Tra di essi, il fascino dei fiori dell’alta quota, che all’indiscussa bellezza coniugano un senso di raro e prezioso per la relativa difficoltà nel raggiungerli, sono forse quelli che più si accattivano il grande pubblico; le stelle alpine, le genziane, i rododendri, le primule, le soldanelle, le fritillarie, le sassifraghe, le androsaci…chi, sentendo nominare questi fiori, non pensa immediatamente ad un idillico paesaggio alpestre?

Dove l’amore per la flora incontra quello per l’arte, abbiamo una…fioritura di guide illustrate descrittive dei più appariscenti fiori alpini. Le guide che ho qui preso in considerazione sono state tutte pubblicate per la prima volta tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, e risentono visibilmente della moda di quel periodo. L’influenza dell’arte dell’epoca è palpabile soprattutto in alcuni casi in cui, ad un corretto rigore scientifico nel rappresentare le specie, si è aggiunto un tocco di gusto artistico dell’epoca; il caso più lampante è forse la Flore alpine de poche di Henry Correvon, nelle cui splendide tavole ad acquerello, opera di Philippe Robert, si coglie più che un eco di Art Nouveau.

Le specie ricorrenti sulle splendide copertine dal sapore così marcatamente di belle époque sono quasi sempre le stesse: stella alpina (Leontopodium alpinum), genziana blu (Gentiana sp., difficile dire quale tra acaulis e clusii) e rododendro (in genere Rhododendron ferrugineum). Ogni tanto fanno capolino delle primule o delle ericacee, ma la parte del leone è sempre quella dell’Edelweiss, dell’Enzian e dell’Alpenrose. E il tedesco non è qui usato a caso: una buona parte delle flore qui di seguito sono infatti state scritte da botanici germanici e pubblicate la prima volta in tedesco, certamente anche in forza del fatto che una buona fetta delle Alpi è germanofona.

Di seguito, una breve rassegna in ordine cronologico di alcuni degli esempi più significativi di Alpenflore.

N.B. Si tratta di opere per le quali il diritto d’autore è scaduto, pertanto in calce ad ogni riferimento è riportato il link al quale si può consultare l’opera in versione integrale, per lo meno nei casi in cui essa è disponibile online.


alpenflora_seboth

Die Alpenpflanzen nach der Natur gemalt
(in 4 volumi)
Ferdinand Graf & Johann Petrasch – illustrazioni di Joseph Seboth
1879-1880-1881-1884
F.Tempsky, Prag & G.Freytag, Leipzig

[EDIZIONE 1879 IN TEDESCO]
[TAVOLE]


alpenflora_hartinger

Atlas der Alpenflora
(in 4 volumi)
Karl Wilhelm Dalla Torre – illustrazioni di Anton Hartinger
1882
Eigenthum und Verlag des Deutschen und Österreiches Alpenvereins, Wien

[EDIZIONE 1882 IN TEDESCO]
[TAVOLE]


alpenflora_schroter

Taschenflora des Alpen-Wanderers
207 colorite und 10 schwarze Abbildungen von verbreiteten Alpenpflanzen
Carl Schröter – illustrazioni di Ludwig Schröter
1889
Meyer & Zeller, Zürich
[edizioni successive: Raustain]

[EDIZIONE 1889 TRILINGUE IN TEDESCO, FRANCESE E INGLESE]
[TAVOLE]


alpenflora_correvon

Flore Alpine
de poche
Henry Correvon – illustrazioni di Philippe Robert
[anno?] [edizioni successive: 1912, 1920]
Edition Atar, Genève
[edizioni successive al 1929: Delachaux & Niestlé]

Edizione italiana:
Flora Alpina
tascabile per i turisti delle Alpi e degli Appennini
1898, Clausen, Torino
1907, Clausen, Torino – integrata da Lino Vaccari

Edizione inglese:
Alpine Flora
1911, Methuen & co., London – tradotta ed integrata da E.W.Clayfort

[EDIZIONE 1911 IN INGLESE]


alpenflora_correvonb

Atlas de la Flore Alpine
(in 6 volumi)
Henry Correvon
1899
Georg & co., Geneve

[EDIZIONE 1899 IN FRANCESE]
[TAVOLE]


alpenflora_penzig

Flora delle Alpi
illustrata
Otto Penzig
1902 [seconda edizione: 1915]
Manuali Hoepli, Milano
[opera imprescindibile in una panoramica sull’argomento,
ma che purtroppo non ho ancora reperito disponibile online]


alpenflora_hoffmann

Alpen-Flora für Touristen und Pflanzenfreunde
Julius Hoffmann – illustrazioni di Hermann Friese
1904
Verlag für Naturkunde Sprösser & Nägele, Stuttgart

[EDIZIONE 1904 IN TEDESCO]
[TAVOLE]


alpenflora_senn

Alpenflora: Flora der Westalpen
Gustav Senn – illustrazioni di C. Kaftner
1906
Carl Winter, Heidelberg

[EDIZIONE 1906 IN TEDESCO]
[TAVOLE]


alpenflora_hegi

Alpenflora
die verbreitetsten Alpenpflanzen von Bayern, Österreich und der Schweiz
Gustav Hegi
1922
J.F.Lehmann, München

Edizione inglese:
Alpine Flowers
1930, Blackie & Son, London

Edizione italiana:
Flora Alpina
1953, Corticelli, Milano

[EDIZIONE 1922 IN TEDESCO]
[TAVOLE]


alpenflora_schreibers

Schreibers kleiner Atlas der Alpenpflanzen
Karl Maisch
1924
Schreiber, München
[non disponibile online]


 

Infine, pur non riguardando strettamente la flora alpina,
non poteva mancare:

floraDOS_thome

Prof. Dr. Thomé’s
Flora von Deutschland, Österreich und der Schweiz
in Wort und Bild
f
ür Schule und Haus
(in 12 volumi)
Otto Wilhelm Thomé [& Walter Migula]
1886—1934
F.E.Köhler, Gera-Untermhaus

[EDIZIONI IN TEDESCO]
[TAVOLE]


Read Full Post »

Si sente spesso dire che le migliori guide da campo sono quelle corredate da disegni (se fatti bene, ovviamente), piuttosto che quelle fotografiche, ed è una visione sulla quale mi trovo d’accordissimo. I motivi principali sono che (1) i disegni possono raffigurare meglio particolari importanti che magari sulle foto si notano poco, (2) un disegno può riassumere le caratteristiche tipiche di una specie meglio di foto di singoli individui che magari al momento in cui sono stati fotografati non le presentano tutte bene evidenti (‘la foto rappresenta un individuo, il disegno rappresenta la specie’), e (3) le tavole disegnate consentono generalmente di riportare meglio eventuali dettagli utili separati dalla figura principale. (Comunque, su questo argomento tornerò molto presto in un altro post).

Con questa prima recensione su “Naturalisti Impiccioni” intendo presentare una guida da campo che, a mio parere, rappresenta la classica ‘eccezione che conferma la regola’: si tratta infatti di un manuale sì illustrato da fotografie, ma in modo così completo da risultare bello ed utile quanto uno illustrato da buone tavole disegnate.

odonati_cover

Odonati d’Italia – guida al riconoscimento e allo studio di Libellule e Damigelle” è, come da titolo, una nuovissima guida da campo per l’identificazione degli Odonati italiani. Gli autori (Carlo Galliani, Roberto Scherini, Alida Piglia) sono tre appassionati entomologi e capaci fotografi che ormai da anni si sono specializzati nell’osservazione delle Libellule, che inseguono per tutta l’Italia, riuscendo a trovare anche le specie più rare. La loro attività, oltre che condotta in modo serio ed appassionato, è anche attenta all’ambiente e completamente rispettosa degli oggetti del loro interesse: non sono entomologi collezionisti, ma, come tanti altri appassionati, si limitano ad osservare e fotografare le specie nel loro ambiente naturale, tra l’altro con ottimi risultati.

La prima edizione dell’opera, pubblicata la scorsa primavera, è andata a ruba in pochi mesi, tanto che è stata presto ristampata una seconda edizione, che è già disponibile dall’inizio di questo mese. Il punto forte della guida, oltre ai testi chiari e concisi, sono ovviamente le moltissime fotografie, attentamente selezionate per unire alla bellezza dell’immagine nel suo complesso quell’efficacia didascalica indispensabile per una buona guida da campo; sono tutte realizzate da abili fotografi (principalmente dagli autori, ma, in piccola parte, anche da una dozzina di altri appassionati che hanno volentieri contribuito alla buona riuscita del libro), e non presentano solamente una visione d’insieme degli animali, ma, dove occorre, anche zoom su particolari utili all’identificazione. Ai testi e alle foto si affiancano piccole mappe che indicano la distribuzione regionale delle specie, mentre in capo al volume un’introduzione breve ma completa, particolarmente apprezzabile per i neofiti, introduce il lettore alla biologia degli Odonati. In sintesi, tutto un insieme di caratteristiche che ne fa un manuale senza dubbio all’altezza delle guide corredate da disegni, il cui comodo formato tascabile (21 x 14,5 cm) è la proverbiale ciliegina sulla torta.

Consideriamo infine che attualmente questa è la più completa guida da campo fotografica sugli Odonati utilizzabile nel nostro contesto zoogeografico, e soprattutto che è l’unica esistente pensata e realizzata in un’ottica esclusivamente italiana, ovverosia da italiani e per il territorio italiano. Quindi non solo una signora guida, ma anche una chicca per ora unica nel suo genere.

Il mio piccolissimo contributo all’opera è stato il disegno di alcuni schemi morfo-anatomici che nel capitolo introduttivo illustrano la terminologia ‘tecnica’ utilizzata in seguito nelle schede delle specie.

odonati_larve

Schemi morfo-anatomici delle larve di Zigottero (sinistra) e Anisottero (destra).

odonati_immagini

Schemi morfo-anatomici degli insetti adulti (“immagini”) di Zigottero (sinistra) e Anisottero (destra).

Odonati d’Italia – guida al riconoscimento e allo studio di Libellule e Damigelle
di Carlo Galliani, Roberto Scherini & Alida Piglia
Edizioni Liberia della Natura, Milano, 222 pagine

Links
Qualche pagina del libro in anteprima
Carlo Galliani – sito e pagina facebook
Roberto Scherini – sito e pagina facebook

Read Full Post »