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Archive for settembre 2017

A modest proporsal

proporsalblog

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Una modesta proposta
per evitare che gli orsi siano di peso ai loro vicini umani
o alla loro Regione
e per renderli utili alle sagre montane

o, più sinteticamente,

Una modesta propORSA

su modello di analoga opera dell’illustrissimo signor

Gionata Swift

ad opera di
“Naturalisti Impiccioni”

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Non possiamo più tacere sul problema che gli orsi rappresentano per il sistema sociale ed economico dei paesi montani di una certa fetta dell’Italia Superiore.

È inconcepibile che un tranquillo abitante di un paese montano dell’Italia Superiore non possa più arrogarsi il diritto di avvicinarsi a un palmo da dei cuccioli d’orso con la madre nelle vicinanze, o prenderne uno adulto a sonore bastonate senza ragione aspettandosi che quello non gli restituisca come minimo il favore con una zampata, e senza nemmeno avvisare prima. Gli abitanti dei paesi montani dell’Italia Superiore dovrebbero essere liberi di potersene andare in giro per i boschi con l’idea di prendere a sassate un orso in caso di incontro, così come di lasciare scorrazzare liberi i propri cani – chi se ne cura del fatto che i cani sciolti possano essere fastidiosi per gli altri frequentatori dei boschi, molestino fino ad ucciderli i cuccioli degli ungulati selvatici, persino perpetrino attacchi al bestiame che tanto poi vengono attribuiti a furor di popolo ai lupi: sono cani, quindi migliori dell’uomo, quindi possono fare quel che più gl’aggrada – senza dover temere immediate rappresaglie da parte dei plantigradi.
È inconcepibile che gli orsi si comportino da orsi, ancora al giorno d’oggi così come nelle leggende di cinquecent’anni fa. Siamo nel Ventunesimo Secolo, gli orsi avrebbero ormai dovuto imparare che per continuare ad esistere al giorno d’oggi ci si deve adeguare ai comodi della specie dominante, ovverosia dell’Homo sapiens sapiens. Ma gli orsi sono refrattari a questo, sordi a qualsiasi rimbrotto, troppo impegnati a saccheggiare alveari e a prendere a unghiate innocui fungaioli con il pretesto della difesa degli orsetti, per sentir ragione.
Non è più tollerabile che un’orsa si permetta di difendere i piccoli da quella che vede come una minaccia per la cucciolata, non è più tollerabile che un orso preso a bastonate da un montanaro dopo essere stato infastidito da un cane sciolto si permetta di reagire (anche se senza l’intenzione di uccidere ma solo per “far la voce grossa”), non è più tollerabile che animali ghiotti di miele e frutta si permettano di mangiare miele e frutta trovati in proprietà private non adeguatamente protette con misure preventive che era stato caldamente consigliato in precedenza ai proprietari di adottare.
Va trovata una soluzione.

La soluzione non può essere che una: abbatterli. Abbatterli tutti.
Di certo, gli abitanti di quella zona dell’Italia Superiore più interessata dal problema, che hanno la passione per la caccia intrecciata nel DNA – a loro dobbiamo infatti mirabili motti tradizionali quali Weidmannsheil! Sant’Uberto! Jägermeister! – si faranno carico più che volenterosamente dell’incombenza, con beneplacito e gran sollievo di tutti.
Che dire però delle ingerenze dell’Unione Europea, che considera gli orsi animali protetti? La questione si deposita così fulmineamente come è stata sollevata: l’Italia vanta una lunga tradizione di procedure di infrazione a causa del mancato rispetto delle direttive comunitarie relative all’ambiente, per cui non sarà una multa in più a mettere un freno a ciò ch’è necessario.
Ma, una volta che gli ingombranti e carnosi plantigradi saranno finalmente stati tutti abbattuti, che farne? Questa è la vera soluzione da trovare.

Lasciarli in loco? Neanche a parlarne! Una così sovrabbondante disponibilità di carcasse favorirebbe l’affluenza di animali spazzini. Non vogliamo mica che i cieli dell’Italia Superiore si riempiano di Aquile o, ancora peggio, di Gipeti, entrambe bestiacce note per rapire agnelli, capretti, vitelli, montoni, tori, buoi – ma purtroppo non i caproni – e, nei casi più tragici, persino bimbi lasciati incustoditi dai genitori! Perché far tanta fatica ad eradicare l’orso, se poi c’è il rischio che, lasciando le carcasse alla mercé della Natura, giungano da ogniddove nuove bestie da affannarsi ad eradicare a loro volta!?

Seppellirli? Signori, qui non parliamo di cani o gatti, animali che ben a ragione meritano trattamenti empatici in quanto zono miliori del’uomo!!1!!1!, bensì di fiere più diaboliche che animali. Immeritato onore, per loro, l’avere una degna sepoltura.

Incenerirli alla stregua di rifiuti organici? Tale soluzione sarebbe già più fattibile, ma, avendo già tanti problemi d’inquinamento così come stiamo, aggiungere un tal carnaio a quanto già c’è da incenerire sarebbe troppo.

La soluzione non può essere che una:

M A N G I A M O L I

La carne d’orso, nonostante sia più coriacea di altre alle quali siamo sicuramente più avvezzi, ha un sapore unico, inizialmente molto forte ma poi dolciastro, ancora più selvaggio di quello della selvaggina, una vera prelibatezza per ghiottoni, che si apprezza ancora di più dopo un’opportuna frollatura. Peraltro, in altre Nazioni, evidentemente più avanzate e civili della Nostra, l’orso già finisce abitualmente nel piatto: si prendano ad esempio la Slovenia e la Russia, per dirne due.
Mi si riconosca quindi il merito d’aver proposto un metodo onesto (giacché gli orsi meritano d’esser abbattuti), facile (che c’è di più facile che dividere in quarti una bestia così grossa che tanto bene si presta al macello) e poco costoso (anzi, meglio ancora, redditizio, dal momento che a fronte del basso costo delle operazioni di abbattimento e macello, gli introiti derivanti dalla vendita della pregiatissima e succulenta carne ursina soverchieranno assai le spese sostenute per ottenerla e lavorarla) per fare efficacemente fronte al supremo problema dello smaltimento delle carcasse d’orso che l’alacre eradicazione delle specie di certo produrrà a breve.

Prevedo che ricercatezze quali la bistecca d’orso accompagnata da funghi primaticci che è stato possibile raccogliere perché dopo l’eradicazione dell’orso i fungaioli finalmente non hanno più paura ad andare per funghi, il filetto d’orso ai frutti di bosco e miele che non si sarebbero potuti usare come condimento se l’orso fosse ancora vivo perché se li sarebbe mangiati prima lui, il tagliere di salame d’orso accompagnato da formaggio di malga prodotto col latte delle vacche rese più serene e quindi più produttive dall’eradicazione dell’orso e la lingua d’orso alla francese avranno un tale successo che in breve tempo tutto quel che ci sarà da smaltire verrà smaltito.
Prevedo un tale successo che si potrebbe addirittura pensare all’istituzione di una sagra annuale, da svolgersi in differenti paesi montani dell’Italia Superiore, in cui profondersi in luculliane spanciate a base di carne d’orso. Al che sorge però un altro problema: gli orsi…sono troppo pochi. Come potranno mai quei miseri 48-50 esemplari ad oggi censiti nell’Italia Superiore sopperire al notoriamente gargantuesco appetito dei frequentatori delle sagre montanare?

La soluzione non può essere che una: si renderà necessario allevare appositamente gli orsi, affinché la loro pregevole carne non venga a mancare. Meglio se in spazi il più possibile aperti, meglio ancora se addirittura in natura, cosicché possano condurre quella vita ed avere quell’alimentazione che ne rendono le carni così saporite, gustose, selvatiche, ricercate, co$to$e – in una parola, redditizie.

Ma, aspettate un momento, in questo modo si tornerà ad avere orsi allo stato brado nell’Italia Superiore!

Tanto trambusto, per ritornare alla situazione di partenza.

Forse, allora, non vale neanche la pena di prendersi la briga di sterminare gli orsi, ma, semplicemente, conviene lasciarli tranquilli nelle loro foreste dell’Italia Superiore a…comportarsi come orsi. E magari, al contempo, insegnare agli uomini a comportarsi come uomini, anziché come babbuini vocianti.

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ursusgnamblog

 

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