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Archive for febbraio 2017

Stamane, poco dopo mezzogiorno, un nutrito stormo di Gru (Grus grus) è transitato schiamazzando a squarciagola proprio sopra il mio paesello. Parevano quasi voler attirare di proposito l’attenzione di tutti, anche se forse pochi si saranno chiesti cosa fossero, magari liquidandoli come semplici aironi.
Io ero a casa in convalescenza, lavoricchiando al computer per recuperare un po’ del lavoro lasciato indietro durante gli ultimi giorni di malattia, quando mamma rincasa da una commissione e mi fa “c’è un grosso stormo rumoroso verso la periferia”. E vediamolo questo grosso stormo rumoroso…GULP! È bastato affacciarmi alla finestra del primo piano per vedere che a poche centinaia di metri da casa, forse anche meno, sopra i primi campi oltre la vicina periferia del paese, uno stormo di Gru volteggiava lentamente e rumorosamente a bassa quota.
Dopo l’immancabile corsa a recuperare la macchina fotografica e qualche difficoltà nel bypassare le antenne del condominio di fronte a casa, occupate da alcune gazze totalmente indifferenti al grandioso spettacolo poco distante, sono riuscito a produrre qualche scatto documentativo mentre allo stormo si aggiungevano altri individui arrivati da chissà dove, continuando a volteggiare in tondo sempre sopra lo stesso punto ma innalzandosi lentamente di quota.
E dopo più di 5 minuti così, tutt’a un tratto lo stormo ha iniziato a disporsi in formazione a V e, prendendo la direzione del Ticino, è partito con decisione sorvolando esattamente prima casa mia e poi il centro del paese, per svanire infine in lontananza, in direzione del lontano fiume.
Saranno state tra le 150 e le 200 Gru, uno spettacolo grandioso e decisamente inconsueto per Tromello, dove siamo abituati agli aironi e, tutt’al più, a qualche sporadica cicogna bianca.

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Gru in volo sopra Tromello, 16 febbraio 2017

Inconsueto per Tromello, ma non così tanto per la Lomellina in generale, almeno negli ultimi anni.
Da qualche anno infatti è aumentato il numero di Gru che svernano nella Pianura Padana, e in particolare in questa zona della Lombardia sudorientale al confine con il Piemonte. Fino all’inizio di questo secolo era un avvenimento più che altro aneddotico, e le Gru si vedevano nelle nostre zone solamente all’epoca delle migrazioni (in ottobre e in marzo) o con qualche sbandato che decideva di svernare in qualche area protetta; ma da poco meno di una decina d’anni la situazione ha cominciato a cambiare.

Da pochi inverni (dal 2014-2015), un considerevole contingente di Gru – si parla di diverse centinaia di individui, fino a un migliaio abbondante quest’anno – ha preso l’abitudine di svernare nella golena del Po più o meno all’altezza della confluenza del Sesia, all’interno dell’importantissima area protetta del Parco Fluviale del Po e dell’Orba (v. qui e qui). Nell’altro grande parco fluviale di questa zona, il Parco del Ticino Lombardo, gli avvistamenti di individui svernanti sono diventati costanti dal 2010 [1] e negli ultimi anni sono stati osservati anche lì stormi di centinaia di individui che pernottano nella golena del Po e si spostano poi durante il giorno nelle campagne circostanti, anche di numerosi chilometri, in cerca di cibo [1].
La nostra Lomellina è proprio compresa tra la confluenza del Po con il Sesia e quella con il Ticino, per cui non è così peregrina l’idea che ogni tanto qualche gruppetto di Gru si faccia vedere in giro per le campagne. Soprattutto nella Lomellina orientale può capitare di imbattersi in individui provenienti dal battaglione svernante alla confluenza del Sesia: di giorno si disperdono per nutrirsi, di notte si ricompattano per fare ritorno ai dormitori lungo il grande fiume, veleggiando ad alta quota sopra i campi pieni di stoppie.

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Una coppia di Gru tra le nebbie della profonda Lomellina, gennaio 2016

La stima fatta all’inizio di questo secolo era di un massimo di 150 individui svernanti…in tutta l’Italia! (oltre a diverse segnalazioni sporadiche in Pianura Padana, sono noti diversi siti utilizzati regolarmente in Friuli Venezia Giulia, Toscana, Puglia, Sicilia e Sardegna) [2]. Segno che certamente il numero di individui complessivi è molto aumentato, visto che 150 è una stima già conservativa per lo stormo che mi vociava sopra casa stamattina.

Gli ambienti preferiti dalle Gru in inverno sono quelli aperti, non per forza umidi; paludi e acquitrini vanno bene soprattutto per passare la notte, mentre per la ricerca di cibo diurna non vengono disdegnati neanche marcite, prati e campi. La Lomellina si configura quindi come un’area ideale, con le sue distese di risaie e campi di mais che in questa stagione si estendono a perdita d’occhio, liberi o costellati di stoppie.

Non è comunque tutto rose e fiori per le Gru: la specie è purtroppo stata in costante declino numerico per secoli in Europa, principalmente a causa della perdita di habitat e della caccia diretta – le due cause principali di declino per una miriade di specie – anche se ha mostrato una lieve ripresa dagli anni ’60. Nelle aree di svernamento la mortalità è dovuta sostanzialmente al bracconaggio e alle collisioni con i cavi aerei, altri due fattori che impattano non soltanto le Gru ma molte specie animali.
Tra l’altro, nelle nostre zone, il ‘semplice’ disturbo causato dall’attività dei cacciatori sembra essere un forte fattore limitante per la presenza invernale della specie [1]: non a caso i dormitori di cui sopra si trovano all’interno di aree protette di particolare pregio naturalistico, dove ovviamente la caccia è vietata.

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In formazione “a V”, 16 febbraio 2017

Un ulteriore elemento di pregio, quindi, per un’area di fatto già importantissima dal punto di vista naturalistico: ricordiamo infatti che la Lomellina ospita un gran numero di garzaie, che ne fanno l’area più ricca in tutta Europa di questi particolari siti. Le garzaie sono quei siti di nidificazione in cui si riproducono gli Ardeidi coloniali (in sostanza quasi tutti gli aironi, tranne il Tarabuso e il Tarabusino), che si sviluppano come colonie di nidi sugli alberi posti intorno a zone umide (lanche o paludi). Le più importanti garzaie della Lomellina sono state protette tramite l’istituzione di SIC, ZPS o Monumenti Naturali Regionali (come nel caso della Garzaia del Lago di Sartirana).

Ora anche le Gru sembrano essersi aggiunte stabilmente, anche se solo come svernanti, all’ornitofauna della regione: segno che forse i tanti sforzi fatti per la conservazione dell’ambiente stanno cominciando a dare dei frutti.

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Anche queste due Gazze pretendevano il loro momento di celebrità, noncuranti delle affascinanti evoluzioni aree delle Gru sullo sfondo


***Note***

[1] Casale F., 2015, Atlante degli Uccelli del Parco Lombardo della Valle del Ticino, Parco Naturale Lombardo della Valle del Ticino e Fondazione Lombardia per l’Ambiente, 438 pp.

[2] Brichetti P. & Fracasso G., 2004, Ornitologia Italiana 2: Tetraonidae-Scolopacidae, Alberto Perdisa Editore, Bologna, 398 pp.

 

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