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Archive for ottobre 2015

Siamo ormai in quel periodo dell’anno nel quale ogni volta che apriamo una finestra ci cascano addosso almeno un paio di cimici. All’inizio dell’autunno, infatti, questi insetti cercano un rifugio al calduccio all’interno delle nostre case per poter trascorrere l’inverno in pace; la primavera successiva torneranno poi alle campagne, dove alcune specie in particolare possono rivelarsi particolarmente dannose per l’agricoltura.

La più comune di queste intruse è una cimice verde del genere Palomena (ma ci sono anche diverse altre specie verdi, molto simili a questa e tra loro), che appartiene alla famiglia dei Pentatomidi, i cui membri sono le “cimici” per antonomasia (benché il termine in senso ampio sia riferibile a tutti gli appartenenti al sottordine degli Eterotteri). Si tratta di insetti innocui che, come sappiamo, possono emettere odori piuttosto sgradevoli da alcune apposite ghiandole addominali quando vengono eccessivamente importunati o spiaccicati. Non è il caso quindi di schiacciarli quando ce li troviamo in casa; farli accomodare fuori è semplice e veloce, e se non vogliamo proprio toccarli per paura di scatenare l’emissione di liquido puzzolente, si possono tranquillamente spostare su un foglio di carta.

Tuttavia, almeno in un caso il mio consiglio da naturalista è quello di eliminare la cimice che abbiamo davanti, anziché restituirla all’ambiente esterno; se non vogliamo sentire odori sgradevoli, il metodo più efficace è gettarla nel water. Non sto parlando della cimice verde di cui sopra, né delle varie cimici marroni che ogni tanto si vedono insieme a quella; si tratta invece di una cimice sì marrone, ma che non ha niente a che vedere con le ‘nostre’ cimici marroni: è Halyomorpha halys, una cimice asiatica accidentalmente introdotta in Italia pochi anni fa.

Il problema delle specie aliene o alloctone, che spesso, come in questo caso, vengono introdotte in modo del tutto involontario, è complesso da spiegare e soprattutto da affrontare; talvolta le specie esotiche invasive minacciano ‘solo’ la biodiversità, mentre altre volte, come è il caso di questa cimice, possono rivelarsi estremamente dannose anche per l’uomo, andando a colpire certe coltivazioni. Halyomorpha halys in particolare minaccia le coltivazioni di frutta: tanto gli stadi giovanili quanto gli adulti si cibano infatti di frutti e semi di una gran varietà di alberi da frutto, ed essendo una specie piuttosto prolifica può dare problemi su vasta scala.

La specie è stata trovata e riconosciuta per la prima volta in Italia nel 2012, nel modenese. Da allora, essendone nota la potenziale dannosità, è stata tenuta d’occhio e in pochi anni è stata trovata in svariate località della pianura padana (se già ci fosse da qualche anno o se semplicemente si sia espansa molto in fretta, non è ancora chiaro), dove la maggior parte delle segnalazioni sono concentrate intorno a Modena, Reggio Emilia e Milano, ma esistono segnalazioni anche per i dintorni di Torino e Cuneo. Proprio in questi giorni l’ho trovata per la prima volta in Lomellina, e sono venuto a conoscenza di altre segnalazioni nel pavese.

Il monitoraggio delle specie esotiche invasive è di fondamentale importanza per pianificare opportune azioni di contrasto; in questo caso, con un esemplare operazione di Citizen Science, è stata lanciata una campagna di monitoraggio per controllare la distribuzione e la diffusione di questa cimice tramite segnalazioni che tutti possono comunicare (i dettagli sono disponibili sull’apposito sito). Si tratta di una cosa importante, quindi se la vedete, segnalatela!

Attenzione però: con un’osservazione superficiale è molto facile confonderla con Rhaphigaster nebulosa, una cimice nostrana che si distingue dalla cugina cinese per alcuni dettagli del pattern cromatico delle parti superiori, ma la caratteristica più diagnostica è forse l’evidente spina addominale visibile sul lato ventrale, che è assente in Halyomorpha halys.

Halyomorpha_Rhaphigaster_NI

Esemplari di Halyomorpha halys (sinistra) e Rhaphigaster nebulosa (destra) catturati in questi giorni in Lomellina messi a confronto.

Links

Segnalate Halyomorpha halys !

Informazioni sulla specie

Distinzione da Rhaphigaster nebulosa:
lato superiore
lato inferiore

Bibliografia 1

Bibliografia 2

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