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Archive for maggio 2015

Dopo averlo lasciato in sospeso per più di tre anni, inizio finalmente a scrivere su questo blog creato per me da un mio carissimo amico (perché io non mi ero mai preso la briga di farlo, e quindi, dopo avermi spronato più volte a decidermi, ci aveva pensato direttamente lui).

Sono un naturalista (per corso di studi), faccio del mio meglio per essere un buon naturalista (come comportamento e come divulgatore) e spero un giorno di diventare un naturalista (come figura professionale). Tramite questo blog vorrei condividere riflessioni ed approfondimenti personali sulle più recenti news e curiosità naturalistiche; una sorta di terreno di prova, dal momento che il mio obiettivo è diventare un buon divulgatore naturalistico, sperando di contrastare la triste tendenza secondo la quale al giorno d’oggi – a parte rari casi – la “divulgazione scientifica” per il grande pubblico in Italia rasenta livelli dai quali può solamente sollevarsi.

L’intento principale è che parte di quello che scriverò in futuro su questo blog sia un tentativo di sensibilizzazione alle tematiche naturalistiche di attualità, con un occhio di riguardo per la situazione “di casa nostra”.

Un’altra delle motivazioni che mi spingono ad iniziare è quella di porre l’accento su quanta natura sia possibile vedere perfino nelle nostre zone così pesantemente improntate dall’impatto dell’uomo, se solo si è in grado di aguzzare la vista per vederla. Molti sono abituati a ragionare sulla natura in termini di “animali” (e riducendo il concetto di “animali” a “vertebrati”), senza minimamente pensare a quanta biodiversità si può trovare in un incolto in mezzo alla campagna coltivata, o in uno stagno; certamente meno che in una foresta pluviale, ma è comunque di più di quanta si creda.

Infine, ogni tanto farà capolino il mio amore per l’aneddoto: in secoli e secoli di scienza, chicche e curiosità si sprecano.

Ho poi il terribile vizio di argomentare quello che scrivo, per cui molto spesso spargerò note su note per dimostrare che non sto ciarlando di aria fritta. Poter verificare le fonti, specialmente al giorno d’oggi che la maggior parte delle fonti ufficiali sono a portata di clic, è una cosa molto importante, che però è quasi sempre lasciata perdere in nome del sensazionalismo e dell’approssimazione, preferendo fare affidamento su report altrui spesso decisamente dubbi o vaghi.

Mi perdoneranno, spero, i fan di Tinbergen, per aver preso a modello per la mia reinterpretazione proprio il suo operato di studioso del comportamento animale. La curiosità è un attributo fondamentale per essere dei buoni naturalisti, e dei buoni scienziati in generale; ma è anche vero che certi degli esperimenti di Tinbergen potrebbero sembrare delle mascalzonate dal punto di vista di osservatori esterni “non addetti ai lavori”. Al che ho pensato che in certi casi la curiosità rasentasse l’impiccioneria.

È giusto impicciarsi dunque, ma in senso buono: per cercare di capire adeguatamente le cose, per andare a fondo sulle questioni scientifiche senza accontentarsi della superficialità di trafiletti in cui il significato reale è stravolto dal filtro, quasi sempre malamente applicato, di un resoconto di quarta mano da parte di persone che non hanno capito un accidente di quello che hanno letto, ma lo riferiscono lo stesso (stravolto, per l’appunto).

Proprio da quest’immagine del naturalista che si “impiccia” dei fatti altrui per approfondire e capire meglio il mondo che ci circonda, è scaturita l’idea per il nome del blog. Benvenuti in quest’avventura di un naturalista…impiccione!

NatImpicc001

(Tanto per chiarire, la bestia nell’illustrazione non è un tacchino, ma un Gallo Cedrone. Si sa mai.)

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